CENTO DOMANDE NESSUNA RISPOSTA

Ieri sera mi sentivo inquieta, avrei voluto continuare a passeggiare in spiaggia ancora per un po’. In fondo, era tutto così tranquillo, così limpido. E la luna in cielo era appena una minuscola virgola sospesa sopra al mare.

Poi mi son detta che era meglio rientrare, tentare di dormire. Ma non sempre si può, specie se una strana sensazione si impadronisce del tuo sistema nervoso. L’inquietudine è un male sottile, che prende alla gola e soffoca il respiro. E non c’è niente da fare, non si spiega, è un peso opprimente sul petto, un urlo di frustrazione rimasto chiuso nella mente. All’improvviso. Non ha ragioni razionali, non ha motivazioni apparenti. E’ tutta una somma di cose L’estate che non era come l’avevi programmata. Vittoria lontana da me. La mia famiglia che non sostiene mai. Un progetto lavorativo che non da i risultati sperati. Gli scazzi degli amici. Telefonate che non riesco a prendere e che mi inquietano alquanto. Le maniglie antipanico in vita. La certezza che A. è uno stronzo. Il blocco dello scrittore. La sensazione di essere profondamente ingenua in certe situazioni e di dare alla gente il peso che non merita. La malinconia.

Insomma, una serie di piccole e grandi cose. Più piccole che grandi. Ma mi impediscono il sorriso ed il sereno più di quanto sia lecito e le rimostranze di S. convinta esecutrice del pensiero positivo e della meditazione yoga, non fanno altro che peggiorare la situazione. Ma perchè non possiamo essere felici delle piccole cose? Del brillio della prima lucciola nel buio, del gelato, del sole estivo, dei papaveri sui prati? Perchè l’essere umano si deve sempre complicare la vita? Perchè dobbiamo rimpiangere il passato anche se sappiamo che non può tornare? Perchè è così difficile vivere? Perchè se sono davanti ad un bivio imbocco sempre la strada sbagliata? Perchè non mi so mai decidere? Perchè rifiuto la realtà ficcando la testa sotto la sabbia come gli struzzi ed immaginandomi realtà parallele inesistenti? Non potrei limitarmi ad apprezzare quello che ho? Sono i “tempi moderni” o è proprio colpa dell’uomo in sè? E oltre allo yoga, c’è un modo per essere felici?

Nel dubbio…. vado a farmi il bagno!