
Ieri pomeriggio Sono andata in libreria per il mio solito giro del ‘controllo offerte’ perché di libri in lista di attesa ce ne sono sempre un buon numero. Ma per una new entry di valore c’è sempre posto, quindi chiedo: “Senti, ma visto che è uscito l’ultimo della Hamilton tradotto, non è che per caso c’è l’edizione economica di ‘kiss the dead’? C’è la mia amica commessa appassionata di libri, che tra un pacchetto e una signora che chiede della Clerici mi risponde sicura senza alzar la testa: “Sì, guarda là. Ne è arrivato uno scatolone intero!” Tutta contenta mi ci tuffo e… no, ho letto male. Non può essere. Sono sconvolta. SCONVOLTA! E’ dai tempi della notizia della D’Urso come scrittrice che non sono così fuori di me. Ne prendo uno dallo scatolone e vado dalla mia amica: “Scusa, ma ci deve essere un errore” Lei: “No, il libro è questo. Perché?” Io, attonita: “Tredici?????” Annuisce, sconsolata. Ma io non mollo: “Tredici euro l’edizione economica???? E che edizione economica è, se costa 26 mila lire????” Le viene da ridere, ma si trattiene: “Dovresti vedere l’edizione economica del libro di Signorini 15 euro!!!” Mi sto irritando, non c’è niente da ridere: “Ma scusa, ma se l’edizione cartonata costa 18 che senso ha?” Allarga le braccia in segno di resa: “Sono le case editrici, non dipende da noi. Mi dispiace…” E lo so che non dipende da lei, e nemmeno dalla libreria. Però mi girano vorticosamente. C’è la crisi, c’è la crisi: ma le cose non dovrebbero scendere di prezzo se la richiesta è minore? Non capisco, non capisco. Esco, senza comprare nulla. Che nervi. In Italia non si legge, e quindi gli editori alzano i prezzi per rimettere almeno le spese. A maggior ragione per autori che sanno di sicuro successo e di rapido accesso. Logico. Così, che i meno conosciuti la gente li compra sempre meno. Magari si fa la tessera di una biblioteca, se sta in città e ce n’è una fornita. E andrebbe pure bene, anche se non fa per me. Oppure non legge più nemmeno quel libro all’anno che è il minimo sindacale italiano per definirsi “lettori” di un certo livello, e si rincitrullisce davanti alla tv. Almeno, signora mia, si risparmia. E così io che mi sono già letta i precedenti 21 libri della Saga di Anita Blake e che ho aspettato 6 mesi l’uscita del ventiduesimo libro tradotto e ulteriori 6 per l’edizione economica, o mi rassegno e tiro fuori una cifra esorbitante x gli ultimi 3 libri oppure ci rinuncio e continuo a cercare le novità a prezzi abbordabili, che ogni tanto mi va pure bene e scopro autori emergenti meravigliosi come Irene Cao, che consiglio vivamente, ma ve ne parleró la prossima volta.