Oggi è il mio compleanno.

Sì, sono nata 12 giorni dopo la befana, nel periodo in cui si disfa l’albero di Natale ed il presepe, ci si mette a dieta dopo i mega pranzi ed abbuffate delle feste, dove si sono spesi tutti i soldi della tredicesima per i regali di Natale e dove ogni anno mi sento dire che ho appena ricevuto un regalo e quindi se mi va di culo mi arriva un pensierino…ecco la sfiga dei capricorno…

Ad ogni modo, io il mio compleanno l’ho sempre un po’ odiato e non mi riesco a lasciare andare. Sin da bambina questo giorno mi metteva ansia, ma proprio parecchia. Sia per l’idea di festeggiare in sé, sia perchè davanti alla faccia cortese che mi dice “Auguri!” mi vien sempre da rispondere “Anche a te!” manco fosse Natale.

Sarà che le feste sono ancora vicine, mi confondo.

Sarà perché la prima volta che ho festeggiato il mio compleanno avevo 7 anni, e mia madre mi aveva organizzato una bellissima festa dove, ahimè, nessuno dei miei compagni di scuola si era presentato perché sono del suddd o meglio come si usava dire ai quei tempi ‘terrona’ … e negli anni 90 nei paesi leghisti come quello in cui vivo io, si doveva stare alla larga da certa gentaglia….

E poi arrivate le medie, le festicciole di compleanno erano sempre un’ottima scusa x il pomiciamento (altrui) con la scusa del ballo al buio, ed io mi ritrovavo sempre ad aspettare le amiche che finissero di trastullarsi il tipo del giorno x poter tornare a casa senza nemmeno il ricordo di qualche bacio rubato perché io, diciamo la verità, non ero proprio un cigno.

Festeggiare: perché?

Che cosa, poi?

Il passare degli anni?

L’incedere impietoso dei giorni sui giorni?

Il ticchettio sempre più violento del mio orologio biologico, così forte che tra un po’ mi lede un timpano?

O la caduta verticale delle mie chiappe?

Le tette no…quelle sono apposto! 😉

L’ho già detto che non mi piace festeggiare il mio compleanno?

Che vorrei svegliarmi il giorno dopo?

Ad ogni modo, visto che sono coerente, quest’anno festeggio, in modo tranquillo, per carità, nulla di particolare.

E poi devo festeggiare con i miei amici che m’aspettano al varco.

E anche la mia famiglia, certo.

E mi sono fatta anche un regalo stupendo!! Si chiama Moses Baraka ha 9 anni e vive nel villaggio di Mjanaheri nel distretto Magarini in Africa. Vive in una modesta capanna con la sua famiglia la quale coltiva cereali e verdure per coprire il loro fabbisogno, ma come tantissimo bambini di quelle zone, è poverissimo. Ho sempre voluto adottare un bambino a distanza e poter dare un piccolo contributo per soddisfare qualche necessità primaria e ho finalmente trovato un’ associazione seria alla quale appoggiarmi per realizzare questo desiderio, così quest’anno mi sono fatta un regalo che non ho portato a casa ma che mi scalda il cuore.

In ogni caso, come dicevo, son trentaequalcosa…🙈🙈

ARGH!

Ok non pensiamoci….

HAPPY BIRTHDAY TO ME!!!