R.I.P. Niki Lauda

Sono una donna e come tale non ci ho mai capito na cippa di Formula 1, Moto GP e campionati di calcio, ma sono cresciuta in una famiglia appassionata di tutto quello che fa’ ‘rumore’ che fossero i cori degli stadi di calcio o il rombo dei motori… non contenta in età più adulta mi sono pure fidanzata con un pilota di auto sportive e Champion kart. Quindi fin da piccola mi sono ritrovata spesso a tavola la domenica con il Gran Premio a tutto volume, io e la mamma in silenzio e tutti attenti a guardare Villeneuve, Prost, Alesi, e poi Senna…. brutta fine pover’uomo, Schumacher… saltando sulla sedia ogni volta che mio papà e mio fratello esultavano per un sorpasso o una vincita della Ferrari.. senza mai capire cosa trovassero di così ‘emozionante’ in uno sport dove rischi la vita.

Oggi é mancato Niki Lauda, un altro grandissimo pilota (probabilmente il migliore) che ha fatto la Storia della Formula 1. Non lo conoscevo se non di nome e per il suo incidente dal quale é miracolosamente sopravvissuto, ultimamente poi un amico l’ha nominato spesso associandolo scherzosamente ad una sorta di ‘modalitá attivata’ per sbrigarsi quando era in ritardo.

Così oggi quando ho appreso la notizia della sua morte, oltre a dispiacermi come é normale davanti ad una notizia del genere, ho deciso di guardare il film Rush, che parla appunto della storia di Niki Lauda e sono rimasta incollata allo schermo dall’inizio alla fine del film. Nemmeno per la pipì mi sono alzata.

Ho ancora i brividi… quest’uomo ha iniziato la sua carriera senza un briciolo di aiuto da parte della sua famiglia che riteneva questo sport non all’altezza dell’alta Società di cui facevano parte, e ha dovuto lottare e avere sempre una mente gelida al volante per dimostrare le sue capacità date anche dalla sua sorprendente conoscenza tecniche delle auto con cui correva.

La leggendaria rivalità tra lui e Hunt, che l’ha portato poi a quel mostruoso incidente, é la parte che mi ha tenuta incollata allo schermo col cuore in gola ogni volta che si accendevano i semafori verdi. Hunt bello, dannato e spericolato, Lauda freddo, veloce e determinato a vincere. Sempre.

Anche mentre era in ospedale mezzo morto il suo pensiero principale era tornare in gara. Una determinazione quasi inumana, una competitività che va al di sopra di tutto, anche della vita stessa.

Per poi, grazie a Dio, rendersi conto che é uno sport. É solo un cavolo di sport e che nella vita le cose veramente importanti sono altre. Come sua moglie (ci vuole coraggio ad amare un pilota) come la vita.

Ho pianto. Ovviamente. ( sono una donna sensibile io!!!) Ora so chi é davvero Niki Lauda, un grande Uomo (per certi aspetti), ma sicuramente un grande Campione.

R.I.P. In pace Niki e adesso che ti ritroverai con James sfidalo a freccette, competi per la donna più bella, per chi regge di più l’alcol… che poi sotto sotto eravate anche amici! Ora é il tempo di godersela in Santa Pace!

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