
Quando ero piccola, ogni volta che qualcuno mi chiedeva cosa volessi per Natale, la risposta era sempre la stessa:
un bel regalo.
Non importava quale, bastava fosse qualcosa da scartare, da stringere tra le mani, da mostrare con orgoglio.
Mia nonna mi ascoltava in silenzio, con quel sorriso che oggi riconosco come pieno di saggezza.
Poi mi diceva piano:
“Chiedi la salute… e che l’anno prossimo non manchi nessuno.”
All’epoca non capivo.
Mi sembrava una risposta noiosa, quasi fuori luogo.
Io pensavo ai giochi, lei pensava alle persone.
Io guardavo sotto l’albero, lei guardava attorno al tavolo.
Col tempo, però, qualcosa cambia.
Cresci, vivi, perdi.
E inizi a capire che certe frasi non erano solo parole,
ma preghiere travestite da consigli.
Capisci che i regali, per quanto belli, si rompono, si dimenticano, finiscono in fondo a un cassetto.
Le persone no.
O almeno, non dovrebbero.
E allora ti accorgi che il vero lusso non è un pacco ben incartato,
ma una risata familiare,
una voce che riconosci a occhi chiusi,
una sedia occupata dove l’anno prima c’era qualcuno.
Perché quando le sedie restano vuote,
nessun regalo riesce davvero a riempire quel silenzio.
Aveva ragione mia nonna.
Il Natale non è quello che trovi sotto l’albero,
ma chi trovi ancora seduto accanto a te.
E oggi, che intorno al tavolo una sedia vuota c’era, se qualcuno mi chiede cosa desidero davvero, so veramente cosa rispondere.
Buon Natale a tutti.
Buon Natale nonnina mia stupenda, ovunque tu sia ❤️❤️❤️
Resilienza