Sono forte sì, ma poi sono anche fragile

Per la prima volta dopo tanto tempo ho deciso di prendermi una settimana di ferie.

Non ad agosto.

Non a Natale.

Non in un periodo in cui sarebbe normale farlo.

Adesso.

Perché ad un certo punto mi sono resa conto di essere stanca.

Non la stanchezza che passa con una notte di sonno.

Quella che ti entra nelle ossa.

Nella testa.

Nel cuore.

Ci sono periodi della vita in cui sembri diventare più forte.

E poi ci sono periodi in cui, semplicemente, non hai alternative.

Ma sei stanca. E si accumula poco alla volta mentre continui ad andare avanti, a fare quello che c’è da fare, a prenderti cura delle persone che ami, del lavoro, delle responsabilità, della tua salute, dei problemi.

E senza nemmeno accorgertene, smetti di chiederti come stai tu…veramente.

Vai avanti perché devi.

Ti svegli ogni mattina e fai quello che c’è da fare.

E agli occhi degli altri sembri una donna forte.

Quella che gestisce tutto.

Quella che trova sempre una soluzione.

Quella che non si ferma mai.

Quello che gli altri non vedono, però, è che anche le persone forti si stancano.

Non di vivere.

Non di combattere.

Ma di dover portare tutto da sola.

Negli ultimi anni la vita non è stata particolarmente delicata.

Ho salutato una persona ed un cane che amavo.

Ho avuto paura per persone che amo ancora.

Ho affrontato problemi di salute che mi hanno costretta a fermarmi, a guardarmi dentro, a ricominciare da capo più volte.

Sto lavorando ogni giorno per ritrovare il mio equilibrio fisico e mentale.

Sto cercando di tornare a stare bene.

Davvero bene.

Ma sono stanca. Mi sono ritrovata spesso a pensare che, in fondo, non desidero poi così tanto.

Non sogno castelli.

Non sogno promesse impossibili.

Non sogno qualcuno che mi salvi.

Vorrei solo poter appoggiare la testa da qualche parte e sentirmi al sicuro.

Sentire che qualcuno è lì.

Non per risolvere i miei problemi.

Non per aggiungere risposte.

Nemmeno per trovare soluzioni.

Solo per restare.

Perché a volte la presenza vale più di qualsiasi consiglio.

Più di qualsiasi dichiarazione.

Più di qualsiasi progetto per il futuro.

Ci sono momenti in cui una telefonata, un abbraccio, una parola dolce, una persona che ti aspetta a casa, una carezza o semplicemente sapere di essere nei pensieri di qualcuno alleggeriscono il peso di giornate intere.

E forse è questo che sto imparando.

Che la leggerezza non nasce dall’assenza dei problemi.

Nasce dal non sentirsi soli mentre li si attraversa.

Per anni ho pensato che la forza fosse cavarsela da soli.

Oggi credo che la vera forza sia permettere a qualcuno di camminarti accanto.

Perché ci sono momenti della vita in cui l’amore non dovrebbe essere un’altra sfida da affrontare.

Dovrebbe essere il posto in cui riposarsi.

Un porto sicuro.

Un respiro profondo dopo una giornata difficile.

Un rifugio.

E forse è proprio questo che desidero oggi.

Non un uomo perfetto.

Non il principe azzurro.

Non qualcuno che mi porti via i problemi.

Solo qualcuno che, quando la vita decide di metterci sotto l’ennesimo temporale, invece di scappare apra un ombrello e scelga di restare accanto a me.

E credo che sia questo il regalo più bello che una persona possa fare a un’altra.

Non salvarla.

Camminarle accanto.

La Driver

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